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mercoledì 26 aprile 2006

Facite ammuina

Ora nel quartier generale di Forza Italia, dopo che i petardi di Calderoli sono andati a vuoto, si pensa ad un'altra miccia da accendere, allo scopo di ritardare il riconoscimento del governo di Romano Prodi. L'idea è di sparpagliare disciplinati emissari per tutta la penisola. Incaricati di bussare alle porte delle abitazioni dei ventiquattromila cittadini italiani che votando per l'Unione hanno osato far perdere la maggioranza al centrodestra. Saranno controllati uno per uno. E se risponderanno di voler confermare quella loro dissennata volontà, solo allora (forse) il governo Prodi sarà legittimato da Berlusconi e dai suoi cari

E' un'attesa spossante. Il timore è che si arrivi così fino ai campionati mondiali di calcio di giugno e poi, trascorse la vacanze, a Natale. Invano i dirigenti imbarazzati dell'Udc e di An strattonano il premier uscente, gli regalano cellulari all'ultimo grido, lo implorano di chiamare, alla fine, il vincitore. Niente. Il cavaliere è irremovibile. Gli sta accanto Tremonti che ormai vede, passeggiando, montagne di cassette di schede nei fossi. E sembrano decisi anche ad invalidare la pretesa di concedere lo scudetto alla Juventus invece che al Milan.

Il popolo assiste inorridito. Già è sconcertato da una campagna elettorale che ha costretto molti a cambiare il proprio vocabolario. Conosciamo signore che solevano dare del coglione al proprio amato. Ora capita che costui invece di adirarsi, risponda con teneri sospiri, nonché sorrisi ambigui e compiaciuti.

Certo, i conti nazionali vanno a rotoli, l'economia boccheggia, i precari si disperano, il petrolio vola. Ma trattasi di problemi secondari.

Avevamo previsto, in caso di sconfitta del Cavaliere, tuoni e fulmini. Dopo di lui il diluvio. Sulla falsariga di Nanni Moretti e del Caimano. Dobbiamo ricrederci. Berlusconi, semplicemente, fa finta di nulla. Non è successo niente. Magari sta a Palazzo Chigi e strimpella col suo fido Mariano Apicella. Insomma, dopo di lui "l'Ammuina". Trattasi di un antico editto ("facite ammuina") del Regolamento della Real Marina del Regno delle due Sicilie: "Tutti chilli che stanno a prora vann' a poppa". Tutti quelli che stanno a prora vanno a poppa e viceversa, mentre tutti quelli che stanno in alto vanno in basso e viceversa. E' l'appello a creare confusione, un gran casino. Sicchè nessuno possa capire che cosa mai sia successo e stia succedendo.

giovedì 20 aprile 2006

Cdl divisa. Forza Italia non ci sta, l'Udc fa gli auguri a Prodi

In attesa di un commento di Berlusconi, rientrato a Roma e chiuso a palazzo Grazioli con i leghisti Calderoli e Maroni, la Casa delle Libertà si divide di fronte al verdetto della Cassazione sulle elezioni. Il forzista Giulio Tremonti – il cui pensiero dovrebbe essere molto vicino a quello del premier uscente – mastica amaro e non ingoia il boccone. Pretende «un supplemento di controlli». Un’inesausta serie di verifiche: «Ci sono le corti di appello, ci sono le giunte del nuovo Parlamento... Poi, alla fine di tutti i controlli, è giusto che chi avrà anche solo un voto in più vincerà le elezioni». Insomma, non è ancora venuto il momento per riconoscere la sconfitta, almeno per lui.
Anche il coordinatore azzurro Sandro Bondi evoca inesistenti controlli ancora da effetturale: «Prendiamo atto della decisione della Cassazione, un giudizio contabile limitato alle schede contestate ed ai verbali ma che prescinde dalle schede annullate che sono più di un milione. Restano perciò impregiudicate le riserve che abbiamo avanzato e che continueremo a far valere nelle sedi opportune»
Forza Italia è scatenata. L'emiliana Isabella Bertolini accusa di irregolarità le verifiche della Corte d'Appello di Bologna: «I dati trasmessi alla Corte Suprema relativi alle verifiche dei voti per l'Emilia Romagna non sono veritieri ma sono stati inviati ugualmente anche se non corrispondo alla reale volontà democratica dei cittadini. Quindi come può essere legittimato il verdetto finale? Sono necessari nuovi controlli».
Completamente diversa la reazione del segretario Udc Lorenzo Cesa, che si congratula prontamente con il vincitore: «Nel momento in cui la Cassazione sancisce la vittoria dell'Unione alle elezioni politiche per la Camera dei deputati, rivolgo a Romano Prodi il nostro augurio di buon lavoro nell'interesse dell'Italia e degli italiani. L'Udc svolgerà con serietà e impegno la sua battaglia in Parlamento e nel Paese per assicurare un'alternativa di governo ai tanti italiani moderati che ci hanno dato la loro fiducia». Dal suo predecessore Marco Follini un duro monito rivolto direttamente a Berlusconi: «Il risultato c'è e i custodi della democrazia dell'alternanza non possono che prenderne atto. Spero che Berlusconi scelga di sfidare il centrosinistra sul terreno della politica e lasci gli azzeccagarbugli al loro destino»
Resta a metà del guado, incerto, il portavoce di An Andrea Ronchi: «Prendiamo atto delle decisioni della Cassazione - dice -Rimane il problema posto dal ministro Calderoli». Epure il ricorso dell'ex ministro leghista contro la Lega Alleanza Lombarda è stato respinto. Qualcuno avverta il partito di Fini.